Qualestoria 1/2026 - L’immagine della donna dell’Est Europa comunista nei mass media dell’Europa occidentale
a cura di Emanuela Costantini e Valerio Marinelli
Qualestoria, anno LIV, n. 1, Giugno 2026
L’immagine della donna dell’Est Europa comunista nei mass media dell’Europa occidentale
SOMMARIO
L’immagine della donna dell’Est Europa comunista nei mass media dell’Europa occidentale
a cura di Emanuela Costantini e Valerio Marinelli
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Emanuela Costantini, Valerio Marinelli |
Introduzione |
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3 |
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Alexander Maxwell
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The Invisible Enemy Within: Depicting Communist Women in an American Cold-War Comic Book |
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7 |
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Kostanca Jorgji |
La représentation des femmes albanaises dans les mass médias occidentaux pendant le régime communiste d’Enver Hoxha |
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25 |
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Costanza Calabretta |
La “donna socialista” della RDT vista dall’Italia. Rappresentazioni, relazioni e ricezioni (1965-1989) |
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46 |
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Emanuela Costantini Valerio Marinelli |
Tra modello ideologico e rappresentazione discorsiva: la donna dell’Est nelle riviste femminili del PCI (1945-1989) |
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72 |
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Olga Dubrovina |
«Hard to Be a God»: The Image of the Soviet Woman in Cold War-Era Italy |
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93 |
| Jacopo Bassi | Parallele (ma) asimmetriche: le immagini delle ginnaste dell’Europa dell’Est sulle pagine de «l’Unità» (1960-1984) | 122 | |
| Chiara Bonfiglioli | Le rappresentazioni delle donne dei paesi non allineati nella stampa femminile jugoslava | 167 |
Lungo le rotte del Mar Nero: presenze italiane nello spazio pontico e carpatico-danubiano tra XIX e XX secolo
| Paolo Tomasella | Introduzione. Lungo le rotte del Mar Nero: metafora di reti di scambio commerciali, migratorie e culturali. Alcuni saggi critici | 192 |
| Eros Francescangeli | Levante tricolore. Presenza italofona, diplomazia culturale e pedagogia nazionale a Costantinopoli nel lungo Ottocento | 197 |
| Ezio Godoli | L’Anmi nell’impero ottomano e nella Turchia kemalista | 224 |
| Giulio Mellinato | Il Lloyd Austro-Ungarico e il Mar Nero: commercio, geopolitica e integrazione regionale (1875-1905) | 249 |
| Luis Miguel Selvetti | From Bergamo to the Bosphorus: The Transnational Journey of the Seminati Family and the Making of Hıdiv Kasrı | 274 |
| Stefano Santoro | Between Empires and Nation-States: Assicurazioni Generali in Turkey and Romania (19th and 20th Centuries) | 292 |
| Paolo Tomasello | Dalla Piccola Patria al Mar Nero. L’emigrazione friulana nello spazio romeno (1878-1948): professioni, aree di provenienza, condizioni di lavoro | 322 |
Memorie “glocali”. I monumenti come costruzione dell’identità locale
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Deborah Natale Alessandro Barile |
La statua della discordia. D’Annunzio a Trieste |
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365 |
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Roberto Ibba |
Dalle statue alla costruzione identitaria: uso politico e dibattito pubblico sui monumenti in Sardegna |
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385 |
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Giovanni Battista Boggione |
Fortune della statuaria pubblica cavouriana: dalle polemiche di ieri all’indifferenza di oggi |
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405 |
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Mariateresa Lobefaro |
Commemorare i caduti nella Bologna fascista: monumenti e politiche della memoria |
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430 |
Studi e ricerche
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Francesco Caccamo |
La diaspora arbëreshe e la ricerca di un programma politico albanese |
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454 |
| Matteo Giurco |
From Nationalisation to Europeanisation: Shaping the Memory of the First World War in the Julian March (1919-2019) |
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473 |
Documenti e problemi
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Gustavo Corni |
L’incendio del Reichstag di Berlino 1933: rilettura di un giallo politico irrisolto |
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505 |
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Traduzione a cura di Gustavo Corni |
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539 |
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Marco Bortolussi |
«We should be nice to Germans»: i timori di Margaret Thatcher su una Germania riunificata |
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547 |
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Traduzione a cura di Marco Bortolussi |
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562 |
Note critiche
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Borut Klabjan Jure Ramšak |
Marta Verginella, Oto Luthar, Urška Strle, La memoria dimezzata. I campi fascisti nelle testimonianze slovene, Donzelli, Roma 2025 |
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574 |
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Enrico Serventi Longhi |
Clotilde Bertoni, Nel nome di Dreyfus. La storia pubblica di un caso di coscienza, il Mulino, Bologna 2025 |
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577 |
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Janoš Coglot |
Stephan Rindlisbacher, Borders in Red: Managing Diversity in the Early Soviet Union, Northern Illinois University Press, Ithaca 2025 |
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580 |
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Gabriele Mastrolillo |
Gustavo Corni, L’Italia occupata 1917-1918. Friuli e Veneto orientale da Caporetto a Vittorio Veneto, Gaspari, Udine 2024 Gabriele Mastrolillo |
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583 |
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Giovanni Villari |
Doan Dani, La sacralizzazione della politica nell’Albania comunista (1944-1991), Accademia University Press, Torino 2023 |
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586 |
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Alessandro Sette |
Bojan Aleksov, Jewish Refugees in the Balkans, 1933-1945, Brill Schöning, Paderborn 2023 |
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589 |
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Fabio Todero |
Almanacco di guerra 1914-1916, a c. di Nicoletta Dacrema, FrancoAngeli, Milano 2025 | 592 | |
| Pietro Domenico Scalzo | Alessandro Portelli, Dal rosso al nero. La svolta a destra di una città operaia. Terni, laboratorio d’Italia, Donzelli, Roma 2023 | 595 |
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Orietta Alt |
Libri in fuga. Leggere e studiare mentre il mondo brucia. Europa, Italia 1939-1945, a c. di Chiara Conterno, Elena Pirazzoli, il Mulino, Bologna 2024 |
603 |
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| Emily Menguzzato | Paolo de Marco, Una città contro. I tedeschi e le Quattro Giornate di Napoli, La Valle del Tempo, Napoli 2025 | 606 |
Gli autori di questo numero
Alessandro Barile, storico e sociologo, è Primo ricercatore presso l’Istituto di Studi Politici S. Pio V di Roma. Si occupa prevalentemente di storia dei partiti e dei movimenti politici nell’Italia del Novecento e degli anni Duemila. Si è occupato di storia del Partito comunista italiano, della “nuova sinistra” degli anni Sessanta e Settanta, dei movimenti sociali degli anni Novanta e dei fenomeni populisti degli ultimi due decenni. Dirige la collana “Territorio e Società” presso l’editore Carocci. Tra le sue ultime pubblicazioni, si segnalano la curatela Il sogno della rivoluzione. La nuova sinistra negli anni settanta (Mimesis, Milano 2026); La protesta debole. I movimenti sociali in Italia dalla Pantera ai No global (1990-2003) (Mimesis, Milano 2024); Una disciplinata guerra di posizione. Studi sul Pci (FrancoAngeli, Milano 2024); Rossana Rossanda e il Pci (Carocci, Roma 2023).
Jacopo Bassi lavora nel campo dell’editoria collaborando con diverse case editrici. Si è occupato di storia della Chiesa ortodossa, mentre oggi i suoi interessi di ricerca vertono sulla storia dello sport. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sport e ideologia (D’Anna, Firenze 2024), “Un oltraggio a tutte le donne di Pola”? La ricezione di Sensualità tra i lettori de “Il Piccolo” e “L’Arena di Pola”, in «Cadernos do Tempo Presente. Revista Interdisciplinar de História», n. 1, 2022, pp. 3-25; (Inter)National Pastime: le scienze sociali e le nuove interpretazioni del baseball, in «Qualestoria», n. 2, 2021, pp. 187-207, Wahoo e la sua tribù. L’“indiano bianco” dei Cleveland Indians, in «Diacronie. Studi di Storia Contemporanea», n. 2, 2020, pp. 136-166.
Giovanni Battista Boggione ha conseguito nel 2025 il dottorato di ricerca in Storia contemporanea e culture comparate presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Ha pubblicato la monografia Il Tessitore. Memoria e usi pubblici di Cavour (1861-1925) (Pacini, Pisa 2026). Autore di articoli in riviste di fascia A («Memoria e Ricerca», «Ricerche di Storia Politica») e volumi miscellanei, collabora come segretario di redazione delle riviste «Memoria e Ricerca» e «Storia e problemi contemporanei». Attualmente è borsista presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli.
Chiara Bonfiglioli è professoressa associata di Storia Contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e Principal Investigator del progetto ERC WO-NAM - Women and Non-Alignment in the Cold War era: biographical and intersectional perspectives. Tra il 2017 e il 2023 ha insegnato all’University College Cork, dove ha coordinato il Master in Women’s Studies. È autrice di Women and Industry in the Balkans (Tauris, London 2019) e di numerosi studi sulla storia transnazionale delle donne, del genere e del femminismo.
Costanza Calabretta è contrattista di ricerca presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa. Ha lavorato presso le Università di Trieste, la Libera Università di Bolzano e l’Istituto italiano di studi germanici di Roma. Ha conseguito un dottorato in Storia contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, con una tesi pubblicata con il titolo di Rivoluzione pacifica e Unità. Celebrazioni e culture della memoria in Germania 1990-2015 (Viella, Roma 2019). Si è occupata prevalentemente di storia tedesca del Novecento, approfondendo i rapporti fra nazionalisti italiani e tedeschi negli anni Venti e Trenta, le politiche culturali di RFT e RDT durante la Guerra fredda, il calendario civile e la cultura della memoria nella Germania riunificata.
Francesco Caccamo è professore ordinario di Storia dell’Europa orientale all’Università di Chieti-Pescara. Tra i suoi filoni di ricerca vi è la storia delle comunità arbëreshe dell’Italia meridionale e dei loro rapporti con la terra di origine albanese. Al riguardo ha scritto un saggio dedicato alla principale rivista italo-albanese tra Otto e Novecento, «La Nazione Albanese» di Anselmo Lorecchio, e la biografia Odissea arbëreshe. Terenzio Tocci tra Italia e Albania (Rubbettino, Soveria Mannelli 2012; traduzione albanese 2013).
Emanuela Costantini è professoressa associata in Storia contemporanea presso il Dipartimento di Lettere dell’Università degli studi di Perugia. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano il processo di costruzione delle identità e degli stati nazionali nell’Europa sudorientale, la storia delle capitali dei nuovi Stati nazionali nel Sud Est europeo tra Ottocento e Novecento, la transizione dal comunismo alla democrazia nell’Europa sudorientale, lo sviluppo e l’evoluzione della cultura popolare (soprattutto musicale e cinematografica) nel Sud Est europeo durante il comunismo.
Olga Dubrovina (Researcher at University of Trieste) is a historian specializing in international relations in space, with research focusing on the intersections of diplomacy, science, and international cooperation in the Soviet and post-Soviet world. She holds two PhDs, in Humanities from University of Modena and Reggio Emilia and in Contemporary History from Lomonosov Moscow State University. She has taught Russian history and international relations at several Italian universities, including University of Bologna, University of Padua and University of Milan. Her latest book, The Soviet Space Program and International Collaboration during Perestroika, 1985-1991 (Palgrave, London 2026), examines Soviet space diplomacy during the final phase of the Cold War.
Eros Francescangeli è, dal luglio 2025, docente di Storia contemporanea al Dipartimento di Lettere e Culture Moderne di Sapienza Università di Roma. Si è laureato all’Università di Perugia e ha proseguito gli studi con un primo dottorato presso l’Università di Parma e un secondo presso l’Università di Padova. Tra i promotori del progetto Storie in movimento, dal 2003 al 2012 ha fatto parte della redazione del suo quadrimestrale, «Zapruder», coordinandone i lavori per i primi 15 numeri. Fa parte del comitato direttivo dell’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea (Issasco) e del coordinamento dei responsabili scientifici dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri. Dal 2017 al 2023 ha vissuto a Istanbul dove ha insegnato al Liceo scientifico italiano IMI e all’Università di Istanbul. Negli aa.aa. 2023-2024 e 2024-2025 è stato tutor coordinatore nei corsi di abilitazione per docenti dell’Università di Roma Tre. Tra le sue pubblicazioni: «Un mondo meglio di così». La Sinistra rivoluzionaria in Italia, 1943-1978 (Viella, Roma 2023) e Visioni caleidoscopiche. Identità nazionale, conflitti culturali e rappresentazioni di genere in tre serie televisive turche, in «Genesis», n. 2, 2023, pp. 129-149.
Matteo Giurco is currently a postdoctoral researcher at the Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma (Eehar-Csic). After obtaining a PhD in Contemporary History from the University of Florence, under joint supervision of the Complutense University of Madrid, he has held postdoctoral positions at the Istituto Italiano per gli Studi Storici, Luiss Guido Carli, and the German Historical Institute in Rome. The article published in this journal is a result of his time as a research fellow at the University of Udine. His research interests concern the political and cultural history of contemporary Italy, with a particular focus on Italy’s eastern border. Among his publications: Controllare il passato. Usi pubblici della storia al tempo della Seconda Repubblica (LEG, Gorizia 2022); Stelle e strisce su Trieste («Limes. Rivista italiana di geopolitica», n. 10, 2024); Purifying Memory: The Italian Easter Border as a Case Study («Angelicum», in press).
Ezio Godoli, nato a Bologna nel 1945, dal 1973 al 2015 ha insegnato Storia dell’architettura nella Facoltà di architettura dell’Università di Firenze. I suoi interessi di ricerca hanno privilegiato la storia dell’architettura dell’età contemporanea. Nel 1996 ha pubblicato il volume Istanbul 1900. Architettura e interni Art Nouveau (in coll. con D. Barillari). Dal 2002 al 2016 è stato partner di progetti di ricerca coordinati dall’Inha di Parigi sulla attività degli architetti europei nell’Africa settentrionale. Per il ministero degli Affari esteri ha curato tre mostre sugli architetti italiani in Siria e Libano (2008), in Egitto (2008) e in Marocco (2009). Ha promosso l’organizzazione di convegni sugli architetti italiani nell’Africa settentrionale (Alessandria d’Egitto 2007, Tunisi 2011 e 2018). Roberto Ibba ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia moderna e contemporanea all’Università di Cagliari. Ha svolto lezioni e seminari con le cattedre di Storia moderna e Storia contemporanea dell’Università di Cagliari e per diverse amministrazioni locali. I suoi temi di ricerca prevalenti sono la storia del paesaggio agrario, la storia dell’agricoltura, lo studio delle élites locali e la public history. Nel 2022 ha vinto una borsa di ricerca della Giunta Centrale per gli Studi Storici sul tema della cancel culture. Le sue monografie più recenti sono Fedeli alla monarchia e devoti alla terra (FrancoAngeli, Milano 2022); Esercizi sereniani. Percorsi storici tra l’Italia e il Mediterraneo attraverso le lenti di Emilio Sereni (Istituto Cervi, Gattatico 2019).
Kostanca Jorgji est Docteure en Histoire du Droit, auprès l’Observatoire des Mutations Institutionnelles et Juridiques (EA 3177 OMIJ), Chargée d’enseignements à la Faculté de droit et des sciences économiques, Université de Limoges, France.
Mariateresa Lobefaro ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi umanistici – curriculum Scienze storiche in età contemporanea – presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. I suoi interessi scientifici riguardano la storia dello spazio urbano nel Novecento, con particolare attenzione alle dimensioni politiche e memoriali della città, ai processi di monumentalizzazione e alle pratiche di cancellazione, trasformazione e risemantizzazione. Ha partecipato a giornate di studio e convegni in Italia e all’estero, presentando i risultati della propria ricerca dottorale, alcuni dei quali attualmente in corso di pubblicazione.
Valerio Marinelli svolge dal 2017 attività di ricerca presso il Dipartimento di Lettere, Lingue, Letterature e Civiltà antiche e moderne di Perugia. I suoi studi riguardano le culture politiche del Novecento, i partiti e i movimenti delle sinistre e delle destre radicali, nonché le istituzioni regionali e locali, con particolare attenzione ai processi di trasformazione politica e sociale dell’Italia contemporanea. Ha inoltre approfondito temi legati alla memoria pubblica, all’antifascismo, alla formazione delle classi dirigenti e ai rapporti tra politica, società e territorio. È autore di varie monografie, articoli scientifici e contributi pubblicati in volumi collettanei.
Alexander Maxwell is a historian specializing in Central and Eastern European history, with a focus on nationalism, ethnicity, and state-building. Professor at the Victoria University of Wellington, he has authored influential works on the Habsburg Empire and modern Balkan history. His research explores identity, borders, and the legacy of empires in contemporary politics.
Giulio Mellinato, insegna Storia dell’impresa e storia della globalizzazione presso l’Università di Milano-Bicocca. Laureato in Storia Contemporanea a Trieste e con un Dottorato a Pavia, si è specializzato in storia marittima, trasporti, cantieristica, e storia sociale ed imprenditoriale, con focus su globalizzazione e commercio internazionale. Nei suoi lavori più recenti si è occupato di argomenti legati alla storia della navigazione e alla storia dell’economia internazionale. Tra i suoi lavori, la monografia L’Adriatico conteso. Commerci, politica e affari tra Italia e Austria-Ungheria (1882-1914) (Franco Angeli, Milano 2018).
Deborah Natale è dottoressa di ricerca in Storia e culture dell’Europa – Sapienza Università di Roma. Si è occupata di formazione e evoluzione, delle élite politico-militari montenegrine nel periodo precedente e successivo alla prima guerra mondiale. Si occupa inoltre di questione adriatica e di fiumanesimo, su cui ha scritto anche l’articolo Il contributo all’impresa di Fiume da parte dell’Esercito italiano attraverso l’analisi della Relazione sui fatti di Fiume del Generale dell’Esercito Pecori Giraldi, in «Dimensioni e problemi della ricerca storica», n. 1, 2023, pp. 133-162. Attualmente ha un incarico di ricerca per il progetto Studenti in fuga: migrazioni politiche e studenti internazionali nell’Università di Firenze (MigraStud) presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Firenze.
Stefano Santoro è professore associato di Storia dell’Europa orientale all’Università di Trieste e direttore scientifico della rivista «Qualestoria». I suoi interessi di ricerca si concentrano sulle relazioni politiche e culturali tra l’Italia e l’Europa orientale nel Novecento e sul nazionalismo est-europeo tra Otto e Novecento, con particolare attenzione al caso romeno. Tra le sue pubblicazioni: L’Italia e l’Europa orientale. Diplomazia culturale e propaganda 1918-1943 (FrancoAngeli, Milano 2005); Dall’Impero asburgico alla Grande Romania. Il nazionalismo romeno di Transilvania fra Ottocento e Novecento (FrancoAngeli, Milano 2014); Clio nei socialismi reali. Il mestiere di storico nei regimi comunisti dell’Europa orientale, curato con F. Zavatti (Unicopli, Milano 2020).
Luis Miguel Selvelli (Levantine Heritage Foundation) è un ricercatore indipendente dedito all’incrocio di campi di ricerca umanistici, politecnici e politologici. Anche in ragione di specifiche vicende famigliari, i suoi studi si concentrano sull’ultimo secolo dell’impero ottomano (1821-1922), con particolare attenzione alle relazioni culturali tra Italia, Grecia e la complessa geografia culturale e politica ottomana. Tra le sue pubblicazioni più importanti: Antenati a Costantinopoli. Esuli italiani negli anni del riformismo ottomano 1828-1878 (Il Poligrafo, Padova 2022) e (curato con Francesco Pongiluppi) Smirne e l’Italia. Comunità, relazioni, istituzioni (ETP Books, Atene 2022).
Paolo Tomasella (Sacile, 1963) è Architetto (Iuav, Venezia 1996), Dottore di ricerca in Architettura Tecnica (Units, Trieste 2001) e in Storia (UBB, Cluj-Napoca 2014). Svolge attività di ricerca sulla storia dell’architettura e della città, con particolare riferimento alle trasformazioni urbane compiute in Friuli in epoca neoclassica e nell’Europa centro-orientale tra XIX e XX secolo. Fra le pubblicazioni edite si ricordano Veneti in Romania, con R. Scagno e C. Tucu (Longo, Ravenna 2008); La nostalgia della casta bellezza. Victor Asquini architetto e le famiglie di Majano in Romania (Gaspari, Udine 2010); Nelle città della Venezia Giulia. Piani, progetti, fatti urbani (1924-1954) (Olmis, Osoppo 2023). Riguardo le città del Friuli in particolare: Giovanni Donadon. Architetture per la città nuova: Pordenone 1950-1985 (Grafiche Oderzo, Oderzo 2011); Pordenone Novecento. Guida alle Architetture, con M. Baccichet e A. Catto (Giavedoni, Pordenone 2016); Architetture per l’educazione della Gioventù (Codroipo, 2026).