a cura di Simona Merlo e Stefano Pisu


Device

Qualestoria, anno LIII, n. 2, Dicembre 2025


Gli anni di Gorbačëv. Dinamiche politiche e nuovi equilibri internazionali

 

 

 

 

 

 

 

 

 SOMMARIO

 

Gli anni di Gorbačëv. Dinamiche politiche e nuovi equilibri internazionali
a cura di Simona Merlo e Stefano Pisu

Simona Merlo, Stefano Pisu

Introduzione

 

7

 

Riccardo Mario Cucciolla

 

Nel solco di Andropov: moralismo e
riformismo dall’alto nel primo Gorbačëv
(1985-1986)

 

15

Andrea Borelli

Michail Gorbačëv, l’umanesimo
socialista e la fine del marxismo-leninismo

 

35

Andrea Gullotta

Memorial e il recupero della memoria
delle repressioni sovietiche durante l’era
di Gorbačëv

 

47

Olga Dubrovina

Due voci, due prospettive: glasnost’ e
perestrojka nel settore spaziale

 

61

Simona Merlo

Gorbačëv e l’Ucraina: un rapporto contrastato

 

81

Francesco Caccamo                             Zdeněk Mlynář e Michail Gorbačëv: un
dialogo di mezzo secolo sul socialismo
reale e sulla sua riforma
  99
Stefano Bottoni L’ipoteca del buon feudatario. Il
tardo kádárismo e il fallimento della
democrazia ungherese post 1989
  119
Gianluca Falanga                                Gorbačëv e la dimenticata rivoluzione
democratica nella Germania orientale
  135
Francesco Guida                             La ridotta del nazional-comunismo
antigorbacioviano, la Romania 
  149
Giulia Lami, Stefano Pisu                     Tanta voglia di Urss. L’immagine di
Michail Gorbačëv nei rotocalchi italiani
  163
Guido Samarani                                   Un percorso politico sbagliato. Il
giudizio del Partito comunista cinese su
Gorbačëv (1992-2022)
  185

 

 

Studi e ricerche

Andreas Gottsmann

La posizione politica e giuridica degli
italiani come nazionalità austriaca

 

199

Maddalena Guiotto

«Coscienza nazionale positiva» sì,
irredentismo no . Alcide De Gasperi e i
cattolici trentini nella tarda monarchia asburgica

 

215

  

Ivan Portelli

Autonomia e lealismo: la posizione
dei cattolici friulani negli ultimi anni
dell’Austria-Ungheria

 

233

  

Luca G. Manenti

«L’elmo di Scipio e il cappello di
Mercurio» . Il partito liberal-nazionale di
Trieste fra Otto e Novecento

 

251

  

Antonella Fiorio

Il partito autonomista liberale italianodalmata
e la Monarchia asburgica

 

265

Fabio Ferrarini                                                                                                                                   Visions of Europe: Genesis and Development of the European Project between Fascism and Neo-Fascism   281

 

Documenti e problemi

 Costanza Calabretta

La nascita di due istituzioni culturali concorrenti: Deutsche Bibliothek e Centro Thomas Mann

 

301

  

traduzione di Costanza Calabretta

La Risoluzione della Grande assemblea nazionale del popolo  serbo in Montenegro

 

306

  

Simona Merlo

L’indipendenza ucraina vista da Mosca:
alla ricerca di una strategia

 

315

  

traduzione di Simona Merlo

Relazione di Georgij Šachnazarov a
Michail Gorbačëv del 10 ottobre 1991

 

320

 


Note critiche

 Luca G. Manenti

Fabio Todero, La patria alla frontiera. Storia dell’irredentismo adriatico, Laterza, Bari-Roma 2025

 

323

  

Andrea Ricciardi

Altri comunismi italiani. Dissidenze e alternative al PCI da Livorno al Sessantotto, a c. di Gabriele Mastrolillo, Marion Labeÿ, Accademia University Press, Torino 2024

 

325

  

Jacopo Bassi

Roderick Beaton, La Grecia. Biografia
di una nazione moderna, Einaudi, Torino 2023

 

329

  

Marco Bortolussi

Raoul Pupo, Italianità adriatica. Le origini, il 1945, la catastrofe, Laterza, Roma-Bari 2025

 

331

  

Deborah Paci

Pierre Dottelonde, Aux origines du nationalisme corse contemporain. Récit d’une genèse 1959-1976, Éditions Alain Piazzola, Ajaccio 2023

 

335

 Gabriele Mastrolillo

Edmondo Montali, Mattia Gambilonghi, Due musicisti, uno spartito. La dialettica tra Cgil e Pci nel Novecento italiano, Futura, Roma 2025

 

337

Anna Gervasio

Chiara Nencioni, Vittoriosi al fin liberi siam. Rom e sinti nella Resistenza italiana, Edizioni ETS, Pisa 2025    341
  

 

     

 

 

Gli autori di questo numero

Andrea Borelli è ricercatore a tempo determinato presso l’Università di Pisa dove insegna Storia dell’Europa orientale. Si occupa di storia della Russia e dell’Unione Sovietica, in particolare delle culture politiche delle classi dirigenti, della politica estera e delle politiche memoriali post-sovietiche. Tra le sue pubblicazioni si segnalano due monografie Gorbačëv e la riunificazione della Germania (Viella, Roma 2021) e Nella Russia di Putin (Carocci, Roma 2023); nonché numerosi saggi tra cui Democrazia, sovranità nazionale e nazionalismo: politica e società civile nella Russia tardo sovietica (1987-1991) («Passato e presente», 2025) e La storia al servizio della sicurezza nazionale: i manuali unici del putinismo («Rivista storica italiana», 2025).

Stefano Bottoni è professore associato presso il Dipartimento Sagas dell’Università di Firenze, dove insegna Storia globale e Storia dell’Europa orientale. Tra il 2009 e il 2019 ha lavorato come ricercatore presso l’Istituto di storia dell’Accademia ungherese delle scienze. I suoi interessi accademici spaziano dalle politiche nazionali dell’era comunista in Romania alla transizione post-comunista e alla regressione democratica in Ungheria negli ultimi decenni. Il suo volume più recente si intitola Il passato come prigione. L’Ungheria dagli Asburgo a Viktor Orbán (Morcelliana, Brescia 2024).

Francesco Caccamo è ordinario di Storia dell’Europa orientale all’Università di Chieti-Pescara. Uno dei suoi principali campi di ricerca è la storia della Cecoslovacchia e dei suoi due successori, la Repubblica Ceca e la Slovacchia. Sull’argomento negli ultimi anni ha pubblicato il volume La Cecoslovacchia al tempo del socialismo reale (Società Editrice Dante Alighieri, Roma 2017) e ha curato l’edizione italiana de Il secolo breve slovacco (Golem, Torino 2024) di Pavel Kosatík. Il suo ultimo lavoro è la co-curatela di Umberto Zanotti Bianco e il riscatto delle nazionalità (Rubbettino, Soveria Mannelli 2025).

Costanza Calabretta è assegnista presso l’Università di Trieste, dove svolge una ricerca sulla diplomazia culturale italiana nel secondo dopoguerra. È stata assegnista presso
l’Istituto italiano di Studi germanici, occupandosi delle relazioni culturali fra Italia e RDT, e presso la Libera Università di Bolzano, con un progetto sui rapporti fra nazionalisti
italiani e tedeschi tra anni Venti e Trenta. Ha conseguito un dottorato in Storia contemporanea presso l’Università di Roma La Sapienza, con una tesi pubblicata con il titolo di
Rivoluzione pacifica e Unità. Celebrazioni e culture della memoria in Germania 1990-2015 (Viella, Roma 2019). Si occupa di memory and cultural studies, interessandosi
soprattutto alle politiche memoriali tedesche ed europee, alla diplomazia e alle politiche culturali durante la Guerra fredda.

Riccardo Mario Cucciolla è un ricercatore presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale dove insegna Storia della Russia e dell’Europa Orientale e La Russia nella politica internazionale. Le sue ricerche si concentrano sui rapporti centroperiferia nell’Asia Centrale sovietica, sulle opposizioni democratiche, sui conflitti interetnici e sulle dimensioni internazionali delle repubbliche sovietiche.

Olga Dubrovina, storica delle relazioni internazionali, è specializzata nella politica spaziale dell’Urss e della Russia. Ha insegnato in diversi atenei, tra cui l’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, l’Università degli Studi di Milano e l’Università di Padova, ed è membro dello History Committee dell’International Academy of Astronautics. È autrice di monografie e saggi tra cui Space Politics in Cold War Central and Eastern Europe (2025), INTEGRAL Observatory: Rescue at All Costs (2023), Russia’s Space Diplomacy: Why We Should Look Back to the Soviet Years (2022) e Scientists in the Soviet Aerospace Sector: Revealing a Complicated Coexistence (2021).

Gianluca Falanga, studioso di storia contemporanea, vive e lavora a Berlino, dove da anni opera presso il Museo della Stasi in qualità di consulente scientifico e formatore. Parallelamente svolge attività di libero ricercatore e pubblicista. Le sue principali aree di indagine riguardano la storia della RDT, con specifico interesse per l’apparato di polizia segreta, i regimi totalitari e il ruolo dei servizi di sicurezza nella violenza politica del Novecento. Numerose le pubblicazioni, fra le principali in volume: Il Ministero della Paranoia. Storia della Stasi (Carocci, Roma 2012), Al di là del Muro. La Stasi e il terrorismo (Nuova Argos, Milano 2019), Non si parla mai dei crimini del comunismo (Laterza, Roma-Bari 2022).

Fabio Ferrarini holds a PhD in History, Culture and Theories of Society and Institutions. He recently served as a post-doctoral researcher at the Federal University of Ceará (Brazil) and participated in the Radical-Norm project with the Norwegian Center for Holocaust and Minority Studies. Presently, he is an adjunct professor in contemporary history at the University of Milan. His research explores the cultural and ideological impacts of totalitarian regimes, particularly Fascism and Nazism in Nordic countries, and the role of arts, especially music and aesthetics, in far-right movements. Among his most important publications are: L’Asse spezzato. Fascismo, nazismo e diplomazia culturale nei paesi nordici 1922-1945 (Mondadori, Milano 2021); Fascist Italy and the scramble for the Arctic. The International Polar Exhibition and Italian polar interests in the interwar years, in «Acta Borealia», n. 1, 2023, pp. 1-17; Música como instrumento da diplomacia cultural brasileira na Noruega (1964-1985). Uma perspectiva sócio-histórica, in Políticas Públicas e Internacionalização do Conhecimento, eds. F. Rejane Bezerra Andrade, E. Freitas da Silva, Editora da Universidade Estadual do Ceará, Fortaleza 2024, pp. 194-225.

Antonella Fiorio ha conseguito nel 2023 il dottorato di ricerca in Scienze delle Relazioni Umane, Storia e Politiche Sociali, presso l’Università degli Studi di Bari
Aldo Moro dove è attualmente cultrice della materia in Storia Contemporanea e Storia delle Relazioni Internazionali. Tra le sue ultime pubblicazioni: Oltre l’Adriatico, verso il Danubio. L’Italia liberale e l’Europa centro-orientale nel primo dopoguerra (1919-1922) (Le Monnier-Mondadori Università, Firenze-Milano 2025); Liberals, Nationalist, and Fascists. Some Considerations Regarding Italian Dalmatia in the Early 1920s, in The Struggle for Power: Early Fascism in a Regional Context, eds. K. Ruzicic-Kessler, O. Überegger, Brill Schöningh, Paderborn 2025, pp. 137-155; Tra Italia e Jugoslavia: la Dalmazia e la difficile applicazione del Trattato di Rapallo, in «Qualestoria», n. 1, 2021, pp. 139-161.

Andreas Gottsmann ha studiato Storia all’Università di Vienna, conseguendo il dottorato di ricerca nel 1988. Dal 1989 ha collaborato all’edizione dei verbali del Consiglio dei ministri austriaco (1848-1866) e dal 1998 è ricercatore presso l’Accademia austriaca delle scienze. Ha redatto il decimo volume della collana Die Habsburgermonarchie dal titolo Kulturgeschichte (Storia culturale). Nel 2005 ha lavorato a un progetto di ricerca sull’amministrazione austriaca in Veneto del periodo 1859-1866. Nel 2009 si è abilitato in Storia austriaca e nel 2010/2011 è stato visiting professor all’Università di Vienna. Dal 2013 è direttore dell’Istituto Storico Austriaco di Roma. Le sue principali aree di ricerca sono: storia costituzionale e amministrativa austriaca, Stato e Chiesa (1815-1938), questioni linguistiche e di nazionalità, storia degli austro-italiani e relazioni austro-italiane nel XIX e XX secolo.

Francesco Guida è professore emerito di Storia dell’Europa centro-orientale presso l’Università Roma Tre, e membro d’onore dell’Accademia Romena. Presiede l’Associazione italiana di Studi Storici sull’Europa centro-orientale (Aisseco), è vicepresidente dell’Association Internationale des Etudes Sud-Est Européens (Aiesee). Ha presieduto a due riprese il Centro interuniversitario Studi ungheresi e dell’Europa centro-orientale, nonché altre Società scientifiche e Centri di ricerca. I suoi interessi scientifici si rivolgono principalmente all’area danubiano-balcanica, come attestano le numerose pubblicazioni che gli sono valse alcuni riconoscimenti accademici.

Maddalena Guiotto è ricercatrice presso la Fondazione Museo storico del Trentino, dopo aver lavorato all’Istituto storico italo-germanico a Trento. È stata visiting researcher all’Accademia austriaca delle Scienze a Vienna. I suoi lavori si concentrano sulla storia delle relazioni italo-austriache e italo-tedesche in età contemporanea e sulla figura di Alcide De Gasperi. Tra le sue pubblicazioni: Italia-Germania Deutschland-Italien. Riavvicinamenti-Wiederannäherungen (Leo S.Olschki, Firenze 1997); con M. Gehler, Italien, Österreich und die Bundesrepublik Deutschland in Europe. Ein Dreieckverhältnis in seinen wechselseitigen Beziehungen und Wahrnehmungen von 1945/49 bis zur Gegenwart (Böhlau Verlag, Wien-Köln-Weimar 2012); con H. Wohnout, Italien und Österreich im Mitteleuropa der Zwischenkriegszeit (Böhlau Verlag, Wien-Köln-Weimar 2018); Alcide De Gasperi e la politica austriaca dall’Impero all’Anschluss, in La difficile riappacificazione (Viella, Roma 2022, pp. 47-84).

Andrea Gullotta è professore associato all’Università di Palermo. In precedenza ha lavorato presso le università di Padova, Ca’ Foscari Venezia e Glasgow. È autore di numerose pubblicazioni sulla letteratura, la cultura e la memoria del Gulag e direttore della rivista «AvtobiografiЯ». È stato anche copresidente dell’Associazione Internazionale Memorial, l’organizzazione erede di Memorial International, liquidata dallo Stato russo nel 2022. È responsabile scientifico del progetto Literature of socialist trauma: mapping and researching the lost page of European literature, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca italiano nell’ambito del programma Prin (Progetti di ricerca di interesse nazionale).


Giulia Lami è professoressa ordinaria di Storia dell’Europa orientale presso l’Università degli Studi di Milano, dove dirige il Centro per gli Studi di politica estera e opinione pubblica. È membro di varie associazioni scientifiche. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la storiografia dell’Europa centro-orientale in epoca moderno-contemporanea. Fra i suoi lavori ricordiamo L’Europe centrale et orientale au XIXe siècle d’après les voyages du romancier et journaliste suisse Victor Tissot (H. Champion, Paris 2013); Storia dell’Europa orientale (Le Monnier Università, Milano-Firenze 2019); L’Ucraina in 100 date. Dalla Rus’di Kyïv ai nostri giorni (Della Porta, Pisa 2022).


Luca Giuseppe Manenti, Dottore di ricerca in storia contemporanea, già ricercatore presso l’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia (Irsrec Fvg) e direttore scientifico della rivista «Qualestoria», segretario del Centro Studi Scipio Slapater, direttore scientifico della Società internazionale di divulgazione Manlio Cecovini per gli studi storici sociali ed etici, si occupa di massoneria e patriottismo otto-novecentesco. Oltre a numerosi saggi e voci in riviste specializzate, repertori biografici e volumi miscellanei, ha pubblicato le monografie Massoneria e irredentismo (Irsml Fvg, Trieste 2015); Da Costantinopoli a Trieste (Biblion, Milano 2015); Storia del Sanatorio Triestino (Biblion, Trieste 2017); con P. Karlsen, «Si soffre ma si tace» (Irsrec Fvg, Trieste 2020); con F. Todero, Di un’altra Italia (Gaspari, Udine 2021); La massoneria italiana (Carocci, Roma 2024). Ha inoltre curato Da Trieste all’Europa (Rubbettino, Soveria Mannelli 2022); Trieste e la Turchia (Antilia, Trieste 2024) e co-curato,
con D. Paci, Irredentismi (Unicopli, Milano 2017); con M. Schuster, Le nazioni, gli uomini e i gruppi (Deputazione di storia patria per la Venezia Giulia, Trieste 2018); con F. Todero, «Si scopron le tombe» (Irsml Fvg, Trieste 2018).

Simona Merlo è professoressa associata di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. È autrice di numerosi saggi e monografie dedicati alla storia dello spazio post-sovietico, tra cui La costruzione dell’Ucraina contemporanea. Una storia complessa, (il Mulino, Bologna 2023). È membro del Consiglio direttivo e della Giunta del Centro di ricerca interdipartimentale sull’Europa centro-orientale, la Russia e l’Eurasia (Criere) dell’Università Roma Tre e membro, nonché segretaria, del Centro interuniversitario di ricerca sulla Russia contemporanea e le sue eredità culturali (CiRrcec).

Stefano Pisu è professore associato di Storia contemporanea presso l’Università di Cagliari. Le sue pubblicazioni riguardano principalmente la storia delle relazioni culturali internazionali nel Novecento con un’attenzione specifica al caso italosovietico e al cinema. Fra i suoi ultimi lavori vi è la co-curatela Rethinking the Cinematic Cold War: The Struggle for Hearts and Minds Goes Global (Berghahn Books, New York-Oxford 2025). È stato ricercatore invitato in diversi atenei, fra cui le università di Cambridge, Oxford, Sorbonne-Panthéon e Central European University.

Ivan Portelli, dopo la laurea in Storia presso l’Università di Trieste, si è diplomato alla Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell’Archivio di Stato di Trieste ed ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente insegna filosofia e storia presso l’Educandato Uccellis di Udine. Collabora regolarmente con diversi enti e istituti italiani nell’ambito della ricerca storica, tra cui l’Istituto di Storia sociale e religiosa di Gorizia, di cui è anche presidente. Ha all’attivo numerose pubblicazioni sulla storia della Chiesa, delle istituzioni e della scuola, con particolare attenzione per la situazione del Goriziano e del Friuli.

Guido Samarani, già professore ordinario di Storia e istituzioni dell’Asia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, è attualmente senior researcher presso lo stesso ateneo nonché, tra l’altro, guest professor del Research Center for the Study of Chiang Kai-shek and Modern China, Zhejiang University, China. Membro degli editorial board e dei comitati scientifici di varie riviste nazionali ed internazionali, è autore di numerosi articoli su periodici nazionali ed internazionali, nonché di vari volumi: tra i più recenti, Mao Zedong (Salerno editrice, Roma 2024); con S. Graziani, La Cina rossa. Storia del Partito comunista cinese (Laterza, Roma-Bari 2023); La rivoluzione in cammino. La Cina della Lunga Marcia (Salerno editrice, Roma 2018); La Cina contemporanea. Dalla fine dell’Impero ad oggi (Einaudi, Torino 2017).



Altre pubblicazioni

Scuole, scolari e insegnanti a Trieste dal Governo Militare Alleato alla Scuola media unica

Le Trieste del 1954

Emilio Stanta RICORDI INFAUSTI (1928)

Marco Dogo e i Balcani

Il porto nel cuore. Ricordi, storie e protagonisti attraverso gli occhi di un portuale

Gorizia. Ricostruzione e identità nazionali (1947-1954)

Cultura al microfono. Vita, programmi e protagonisti i Rai Radio Trieste tra 1954 e 1976

«Il Piccolo» di Teodoro Mayer

Un prefetto della Resistenza? L’operato del conte Marino Pace a Gorizia. 1943-1945

Carabinieri a Gorizia 1942-1945. Memorie degli anni bui. Edizione riveduta ed aggiornata (2021)

Quando si depongono le armi. Spunti di ricerca nell’area al confine orientale 1945-1954

Loudovikos Skarpas. Il Consolato Greco a Trieste negli anni della Shoah (1938 - 1940)

«Si soffre ma si tace». Luigi Frausin, Natale Kolarič: comunisti e resistenti

Microfisica di un movimento Economia occupata. Trieste, dicembre 1969

«Si scopron le tombe» Ricordare. commemorare, evocare i caduti della Grande guerra

Cercare giustizia. L'azione giudiziaria in transizione. Atti del convegno internazionale: Trieste, 15-16...

Guido Miglia. Rivivere l'Istria

Il bibliotecario di Ventotene Mario Maovaz: un rivoluzionario per l’Europa dei popoli e l’autonomismo...

Gli «Ottimi italiani». Assistenza e propaganda italiana in Istria (1946-1966)

Il difficile cammino della Resistenza di confine. Nuove prospettive di ricerca e fonti inedite per una storia...

Diario di un regnicolo 1915-1919. Trieste, Wagna, Katzenau, Udine, Firenze, Macerata

«Offesa all’onore della donna». Le violenze sessuali durante l’occupazione cosacco-caucasica della...

Per fame o per convinto. Storie di vita e di Resistenza nel mondo contadino. San Leonardo Valcellina 1900-1950

Massoneria e irredentismo. Geografia dell’associazionismo patriottico in Italia tra Otto e Novecento

L’irredentismo armato. Gli irredentismi europei davanti alla guerra. Atti del Convegno di studi, Gorizia,...

Violenza e repressione nazista nel Litorale Adriatico 1943-1945

Redipuglia: il Sacrario e la memoria della Grande guerra 1938-1993

Memorie di partigiane e di partigiani della Provincia di Trieste

Carabinieri a Gorizia 1942-1945 Memorie degli anni bui

«La lotta è armata» Estrema sinistra e violenza: gli anni dell’apprendistato 1969-1972

La giustizia e la memoria. Luciano Rapotez, un caso giudiziario del dopoguerra

"Vita Nuova" 1945-1965. Trieste nelle pagine del settimanale diocesano

Fiume, D'Annunzio e la crisi dello Stato liberale in Italia

Storia e impegno civile. Con gli Atti della giornata di studio in ricordo di Teodoro Sala

Chi avrà Trieste? Sloveni e italiani tra due Stati

Il Fascismo italiano e gli Slavi del sud

Progettare il futuro. Le Acli di Trieste e dell'Istria 1945-1966

Orizzonti di guerra. Carso 1915-1917

Il confine scomparso. Saggi sulla storia dell'Adriatico orientale nel Novecento.

È bello vivere liberi: Ondina Peteani. Una vita tra lotta partigiana, deportazione ed impegno sociale.

Dietro la cortina di bambù. Dalla resistenza ai vietminh. Diario 1946-1958.

Le triestine. Donne volitive. Presenza e cultura delle donne a Trieste tra Ottocento e Novecento.

La seconda resistenza del CLN italiano a Pirano d’Istria nel dopoguerra (1945-1946).

Il Partito Nazionale Fascista a Trieste. Uomini e organizzazioni del potere 1919-1932.

Scuola e guerra fredda. Le istituzioni educative a Trieste 1945-1954.

«Sull’astro della miseria». Un paese e la dittatura. Concordia 1923-1939.

Trieste in guerra 1940-1945. Società e Resistenza.

Porzûs. La Resistenza lacerata.

La crisi di Trieste. Maggio-giugno 1945. Una revisione storiografica.

Fra Stalin e Tito. Cominformisti a Fiume 1948-1956.

Storia e memoria degli sloveni del Litorale. Fascismo, guerra e resistenza.

L’Austria nel Novecento dal primo al secondo dopoguerra.

Scuola e confine. Le istituzioni educative della Venezia Giulia 1915-1945.

Guadagnavo sessantun centesimi all’ora... Lavoro e lotte al Cantiere S. Rocco: Muggia 1914-1966.

Il tempo della memoria: settembre 1943- agosto 1944.

Vescovo e clero nella diocesi di Trieste- Capodistria 1938-1945.

Trieste in guerra. Gli anni 1938-1943.