Martedi? 28 aprile 2026, alle 17.30, al Circolo della Stampa - “LA GUERRA DENTRO Dalle trincee del Carso a Fiume” Fabio Todero

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Martedi? 28 aprile 2026, alle 17.30, al Circolo della Stampa (corso Italia 13, primo piano),

sarà presentato il volume

 

“LA GUERRA DENTRO Dalle trincee del Carso a Fiume”

di Fabio Todero

 

Introdurrà 

Pierluigi Sabatti, Presidente del Circolo della Stampa.

Interverranno 

Raoul Pupo, Universita? degli Studi di Trieste, Irsrec FVG, 

Giulia Caccamo, Presidente Irsrec FVG, 

alla presenza dell’Autore Fabio Todero, Irsrec FVG.

 

Al principio c’era la Grande guerra: niente, dopo, sarebbe stato come prima. Nell’estate 1914 non aveva fine soltanto la Belle Époque, con il suo carico di speranze, di fiducia nel progresso, di pace: terminava un’era della storia dell’umanità. Si apriva il ventesimo secolo: il secolo del rifugiato e del deportato, del totalitarismo e della violenza. Si apriva una lunga stagione di conflitti che sarebbe culminata nelle atrocità della Seconda guerra mondiale.

Del resto, gli armistizi non riuscirono a garantire un’autentica pace, posto che in molte regioni dell’Europa si svilupparono conflitti locali e aspre tensioni, mentre in Asia minore avrebbe dilagato con tutta la sua violenza lo scontro greco-turco.

Di questa fase turbolenta furono spesso protagonisti gli stessi uomini che, usciti dalle trincee, non erano riusciti a dimenticare ciò che la guerra aveva loro malauguratamente insegnato: la consuetudine con la morte, la dimestichezza con la violenza, la scarsa considerazione per la vita umana. Nel suo film Capitaine Conan, il regista Bertrand Tavernier ci ha mostrato come la guerra costituisse per alcuni reduci un male che ne divorava dall’interno l’animo e il corpo: la “guerra dentro”, appunto.

Il volume analizza così alcune esperienze emblematiche del conflitto come quella dei fratelli Stuparich: l’intera vita di Giani, sopravvissuto al fratello, sarebbe stata segnata da un inestinguibile sentimento di lutto, uno dei più diffusi e drammatici lasciti del conflitto. Emblematiche sono anche le vicende della brigata Sassari – sulle cui esperienze belliche sull’altipiano carsico si sofferma il terzo capitolo. Dalle trincee del Carso si passa poi all’esperienza fiumana, emblematica del fatto che il conflitto era rimasto in molti con l’attitudine a far uso della forza; al tempo stesso la generazione dei più giovani trovò nell’impresa dannunziana una sorta di surrogato del conflitto che non avevano vissuto e che pure rappresentava un modello.

Su questi tempi si sofferma il libro, composto da saggi inediti e non rivisti, questi ultimi, in modo da costruire una narrazione unitaria che indaga nel farsi di quegli eventi e nella memoria che ne venne elaborata. Un evento che ha segnato profondamente il secolo che ci siamo lasciati alle spalle; senza riuscire però, come dimostrano i momenti drammatici che stiamo vivendo, a liberarci del tutto delle sue eredità.